Romolo il Grande al Politeama di Catanzaro e gli altri appuntamenti del cartellone di Gennaio

Non si è ancora spenta l’eco del successo registrato dal Nabucco di Verdi con la regia di Gigi Proietti e Daniel Oren sul podio che il teatro Politeama di Catanzaro riapre ancora una volta i battenti con uno spettacolo, questa volta di prosa, che vedrà protagonisti due amatissimi attori: Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini, nel ruolo dell’imperatrice Giulia. Ieri sera 9 gennaio- con replica oggi domenica 10 Gennaio – il sipario si alzerà sull’allestimento di “Romolo il Grande” di Friedrich Durrenmatt per la regia di Roberto Guicciardini. Scene e costumi di Lorenzo Ghiglia, musiche di Lino Patruno. Romolo il grande è uno dei lavori teatrali di Dùrrenmatt più comici e insieme più pessimistici, scritto nel 1949 è stato più volte rielaborato dall’autore fino all’edizione definitiva del 1964. “Commedia storica storicamente inverosimile”, secondo una definizione dello stesso autore, Romolo il grande rappresenta il tardo impero romano all’alba della sua caduta. Un impero che era riuscito a sopravvivere basandosi sull’ideale di uno stato autoritario, facendo leva sull’oppressione e la violenza. «Romolo appare grande poiché è l’unico ad avere riconosciuto il carattere grottesco della realtà e ad essersi deciso a recitare il ruolo di clown a occhi aperti in questo universo del grottesco – scrive il regista Guicciardini – Deriso e disprezzato da tutti per la sua apparente imbecillità, agli occhi di Durrenmatt egli diventa una figura non priva di una sua grandezza tragica. L’idea dell’eroe misconosciuto da tutti nella sua vera grandezza viene esposta facendo uso di
gags e di esagerazioni grottesche in un linguaggio insieme espressivi e di grande effetto».
Il Romolo di Dürrenmatt è un uomo di mezza età cui la storia attribuisce il compito di praticare l’eutanasia ad un Impero ormai agonizzante, perchè minato al suo interno dalla corruzione morale e politica, e perché reso inoffensivo dall’incapacità di resistere alla vigoria fisica e mentale di orde barbariche, cui certo non fa velo il ricordo della passata grandezza di Roma. Sul palcoscenico accanto a Rigillo e Rossini un numeroso cast formato da Liliana Massari, Antonio Fornari, Roberto Pappalardo, Francesco Cutrupi, Norma Martelli, Francesco Frangipane, Luciano D’Amico, Alfredo Troiano,Francesco Sala, Luciano D’amico, Lorenzo Praticò, Virgilio Zernitz, Davide D’antonio, Lorenzo Praticò, Davide D’antonio, Alfredo Troiano. Tornando alla stagione il mese di gennaio al Politeama riserva ancora altri due appuntamenti.
Il primo, da non perdere, è fissato per sabato 16. Si tratta della serata d’onore “Le note incantate” ovvero il recital per piano solo di una leggenda dei tasti d’avorio qual è Grigory Sokolov. Tanto per rendere la cifra dell’evento, Grigory Sokolov è annoverato tra i più grandi pianisti del nostro tempo assieme a Martah Argherich; Radu Lupu; Maurizio Pollini; Kristian Zimmerman, già ospite del Politeama nella stagione 2007/2008. Nato a Leningrado, Sokolov ha intrapreso gli studi musicali all’ età di 5 anni e a 16 ha raggiunto fama mondiale vincendo il primo premio al concorso Tchaikovsky di Mosca. I critici ne esaltano «la profondità del pensiero musicale unitamente all’originalità interpretativa e all’infinito dominio tecnico». «Perdere un suo ascolto – è stato scritto- significa privarsi di qualcosa di ormai molto raro nel panorama concertistico mondiale». Il repertorio di Sokolov è particolarmente ampio e vada Bach a Beethoven, daBrahms a Chopin, da Schubert a Scriabin, da Prokofiev a Rachmaninov e Tchaikovksy. Il programma di sala del concerto al Politeama – unica tappa nel sud d’Italia – è stato ideato in esclusiva per il teatro del capoluogo calabrese.E veniamo all’ultimo appuntamento del mese. Martedì 26 e mercoledì 27 riflettori su Gianfelice Imparato e Luisa Ranieri ne “L’oro di Napoli” dai racconti di Giuseppe Marotta. Adattamento teatrale di Armando Pugliese e Gianfelice Imparato, con Valerio Santoro. Musiche originali di Nicola Piovani e scene di Andrea Taddei. Derivato dall’omonimo romanzo di Giuseppe Marotta (dal quale fu tratto il celebre film di Vittorio De Sica) L’oro di Napoli per dirla col regista è: «una dichiarazione d’ amore per Napoli città splendida e miserabile, amorosa e spietata e per i suoi abitanti, poveri ma fantasiosi, capaci di inventarsi vita». “L’oro di Napoli” è dunque: «la pazienza, la capacità di rialzarsi dopo ogni caduta; una remota, ereditaria, intelligente, superiore pazienza. Questa edizione teatrale de L’oro di Napoli non sarà una pedissequa riproposta del film di De Sica ma una ricomposizione totalmente nuova dei racconti di Marotta, di cui alcuni sfruttasti anche dal film ma altri completamente inediti, tratti direttamente dagli scritti di Marotta».

Romolo il Grande al Politeama di Catanzaro e gli altri appuntamenti del cartellone di Gennaioultima modifica: 2010-01-10T11:32:00+01:00da lucioruffa
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