I tesori del museo di Palopoli

MuseoPalopoli.jpgIL Museo dedicato alla piccola Melissa Palopoli è l’esemplificazione di un momento, ancora raro, ma che è auspicabile di eventi sempre più frequenti, di felice sinergia tra le istituzioni ed il privato, in questo caso Ernesto Palopoli e la sua famiglia. Attorno alla bella villa, che si erge al margine della strada per Crucoli, in provincia di Crotone, si sono ritrovati rappresentanti dello Stato e della Soprintendenza, cui spettano la tutela e la conservazione dei Beni Culturali, l’Amministrazione Comunale di Crucoli, che svolge il compito fondamentale della valorizzazione, e la famiglia Palopoli, che ha voluto far conoscere reperti archeologici di straordinario interesse.

Ha tagliato il nastro donna Assunta Almirante. E’ ancora da sottolineare che la posizione del nuovo museo assume un ruolo di forte attrazione culturale con la sua particolare posizione tra Cirò e Cariati; esso apre, infatti, la porta ad un paesaggio non ancora soggetto alle vorticose trasformazioni cui soggiacciono i centri calabresi, particolarmente quelli della marina. Merito delle istituzioni e della famiglia Palopoli aver compiuto anche il restauro della casa, affidando alla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria la progettazione scientifica e l’esposizione museale.

Spesa complessiva un milione di euro. Responsabile dei lavori a cui è stata affidata l’intera direzione è l’architetto Lima che èriuscito con tanta tenacia e volontà a far riconoscere l’antico immobile come monumento culturale. Lo stesso Lima sta spingendo affinché venga completata l’opera, il che significherebbe restaurare il primo piano ed il Torrione dell’antico edificio.

L’edificio è situato lungo la strada che, tra saliscendi più o meno accentuati, porta a Crucoli. Nel vistoso e maestoso percorso di questo museo sono rappresentati i segmenti storici più importanti che connotano la Calabria antica. Le sezioni sono dedicate: all’Età del Ferro, con la civiltà degli Enotri; ai Greci delle Colonie (gli Achei presenti tra Sibari e Crotone, fondataalla fine dell’VIII sec.a.C.); al mondo indigeno, cioè all’articolato sistema di insediamenti con l’altipiano delle Murge di Strongoli e le Alture di Cirò Superiore); all’Ethnos brettio tra la metà del IV ed il III secolo a.C.; alla presenza romana dopo la seconda guerra punica; agli insediamenti della costa jonica tra tardo antico ed altomedioevo.

Lo stesso Ernesto Palopoli si considera soddisfatto e orgoglioso della sua collezione privata. Un ringraziamento particolare al suo amico fraterno e poi grande cultore del passato, Elio Malena.

«Devo a lui la riuscita di questo mio sogno, a lui mi lega un’amicizia ventennale», ha detto.

La collezione privata consta di oltre 1.300 reperti. Solo 250 sono stati musealizzati ad oggi. Una seconda fase, che avverrà di qui a poco, consisterà nella contestualizzazione di questi reperti già musealizzati.

Particolare riconoscenza viene espressa nei confronti del soprintendente Spadea e della soprintendente Bonomi di Reggio Calabria. Numerosi e importanti i reperti.

Ma due sono di notevole spessore culturale e storico: nella stanza dedicata agli Enotri c’è un cinturone sulla cui superficie è presente una decorazione a meandro tratteggiato graffito, mentre nella parte inferiore è visibile traccia di riparazione. L’oggetto assume importanza perché è femminile, è di bronzo e risale al IX – VIII secolo a.C.; il secondo oggetto è quello custodito nella stanza dedicata all’Età Bizantina VI-VIII secolo d.C., si tratta di due rari esemplari: due fibulae a “scatoletta” raffiguranti due pavoni che si abbeverano da un unico kantharos posto al centro. Oro e argento davanti, bronzo di dietro.

Per approfondire rimando al link del gruppo di Facebook dedicato al museo premendo qui

I tesori del museo di Palopoliultima modifica: 2010-10-20T23:46:38+02:00da lucioruffa
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