Archivi categoria: Cosenza e provincia

Fra suoni e visioni : oggi musei e aree archeologiche aperte dalle 20 fino alle 2

La Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria, guidatada Fabio De Chirico, partecipa a La Notte dei Musei con una propria iniziativa, coordinata da Nella Mari e da Patrizia Carravetta,  denominata  Fra suoni e visioni. Un’occasione speciale per trascorrere una straordinaria notte a Palazzo Arnone in Cosenza tra arte, musica, pittura e spettacolo. Ad arricchire e a rendere ancora più suggestiva la Notte dei Musei saranno le sonorità proposte dagli studenti del Conservatorio di Musica “S. Giacomantonio”di Cosenza diretto dal M° Antonella Calvelli che si esibiranno in un repertorio che spazierà dal classico al moderno con momenti anche recitati. L’evento europeo che apre gra- tuitamente le porte di musei ed aree archeologiche  in orario  serale e notturno coinvolge tutta la Calabria: ecco i luoghi che si possono visitare: Parco Archeologico di Scolacium – Catanzaro; Parco Archeologico e Museo Archeologico della Sibaritide  (Cs);  Antiquarium  di Scalea -Torre Cimalonga (Cs); Museo dell’Alto Tirreno (Cs); Museo Archeologici e Torre Nao e Zona Archeologica  –  Crotone;  Palazzo Campanella, sede di conservazione dei Bronzi di Riace, Museo Archeologico Nazionale e Area Archeologica – Reggio di Calabria; Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi”- Vibo Valentia.

Primavera dei Teatri 2mila11: XII edizione

Primaveradeiteatri_2011.jpgRitorna a Castrovillari dal 31 maggio al 5 giugno Primavera dei Teatri, giunto quest’anno alla dodicesima edizione. Appuntamento immancabile della scena teatrale nazionale diretto e organizzato da Scena Verticale, il festival rinnova il proprio impegno nei confronti degli artisti emergenti, rivolgendo il proprio sguardo alla nuova drammaturgia e alle compagnie di recentissima formazione.

Tra i quattordici spettacoli in programma, sono ben otto le prime nazionali, segno del crescente prestigio guadagnato dal festival nel panorama nazionale. Ecco alcune anticipazioni: ad aprire la dodicesima edizione sarà la compagnia Punta Corsara con Il signor di Poucegnauc, una frizzante commedia ballet che parte da Moliere per arrivare a Napoli, a Totò e alla quotidianità dei film della commedia all’italiana. Ricci/Forte, “enfants terribles” della scena contemporanea, presentano Grimmless, un racconto atroce ma necessario che parte dalle fiabe popolari dei fratelli Grimm. Il festival conferma inoltre l’attenzione agli artisti calabresi: in programma quest’anno Francesco Suriano con la prima nazionale di La brocca rotta a Ferramonti in cui un gruppo di internati nel campo di concentramento di Ferramonti di Tarsia decide di mettere in scena la brocca rotta di Kleist. Peppino Mazzotta (l’ispettore Fazio nella fiction del commissario Montalbano) propone Radio Argo una riscrittura dell’unica trilogia superstite della tragedia greca: l’Orestea. Leonardo Gambardella, a partire dalla vicenda raccontata da Vittorio Cappelli nel libro “Storie di italiani nelle atre Americhe” mette in scena Un italiano a Macondo la storia di Antonio Daconte, un calabrese di Scalea, emigrato ad Aracataca e finito nelle pagine di cent’anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez.

Accanto agli spettacoli il festival propone quest’anno diversi altri appuntamenti: dagli aperitivi/degustazioni, ai concerti pomeridiani nella splendida cornice del chiostro del Protoconvento, ad alcuni incontri aperti al pubblico tra i quali segnaliamo la conferenza di presentazione del P.O.R. Cultura che si terrà il 3 giugno alle ore 15.00.

PRIMAVERA DEI TEATRI 2MILA11 nuovi linguaggi della scena contemporanea

Direzione artistica e organizzativa Scena Verticale

via G. Pace, 50 87012 Castrovillari (CS) tel 0981 27734 tel/fax 0981 26783

www.primaveradeiteatri.itinfo@scenaverticale.it

 

IL FILO DI SOPHIA VENERDI’ 6 MAGGIO ORE 18 CENTRO AUSER VIA MANZONI QUARTIERE SPIRITO SANTO COSENZA VECCHIA

Il Filo di Sophia, per la prima volta nella sua storia, sbarca in quel di Cosenza Vecchia, e, non pago del “classico” appuntamento del martedì, eccezionalmente, per questa settimana, raddoppia. Infatti, venerdì 6 maggio, presso la sede dell’Auser Cgil, avremo il piacere di ospitare la presentazione di un volume estremamente interessante, curato da Antonio Lucci, dottorando di ricerca in Filosofia presso l’Università degli Studi …di Trieste, intitolato “Il limite delle sfere. Saggio su Peter Sloterdijk” (Bulzoni, Roma, 2011).

Vediamo come lo stesso Antonio ci introduce al suo testo:

Con il libro “Il limite delle sfere” ho voluto introdurre al pubblico italiano la figura di Peter Sloterdijk, uno degli intellettuali tedeschi più importanti al mondo: ricostruire la genesi del suo pensiero, trovandone i fili conduttori, addirittura una sistematicità interna. Ma al di là di questo intento, propriamente ermeneutico e storico-filosofico, l’obbiettivo del mio libro è anche quello di dare gli strumenti teoretici per comprendere quanto Sloterdijk possa rappresentare, in prospettiva, un modello nuovo per una filosofia che voglia uscire dalle ristrettezze accademiche, calandosi in tutti i contesti della vita quotidiana, e facendosi, di nuovo dopo molto, troppo tempo, secondo la lezione hegeliana, «proprio tempo storico appreso tramite concetto».

Discuteranno con l’autore Marco Gatto e Armando Canzonieri.
Sarà possibile acquistare il libro direttamente in sala.

Appuntamento quindi  VENERDI’ 6 MAGGIO ORE 18 CENTRO AUSER, VIA MANZONI, QUARTIERE SPIRITO SANTO, COSENZA VECCHIA

P.S.: Per tutti coloro i quali volessero maggiori informazioni sulla posizione geografica del Centro Auser, è possibile scrivere qui o telefonare al numero 3282207753
P.P.S.: Il Centro Auser si trova a pochi passo dal teatro Rendano. Chi lo volesse può telefonare al numero sopra indicato e verrà accompagnato dal Rendano al luogo dell’evento.

Il mare e le sue bellezze al Filo di Sophia

Il Filo di Sophia riabre i battenti dopo la pausa pasquale con un evento speciale dedicato allo stupefacente universo del mare, dall’affascinante movimento delle sue onde alle suggestive esperienze di chi lo vive sulla propria pelle, ogni giorno. La serata sarà curata da Francesco Aristodemo e prevederà inoltre la proiezione del film-documentario “La nostra terra. Praticamente” di Michele D’Ignazio e Lorenzo Aristodemo.
Vediamo come lo stesso Francesco ci introduce al suo seminario, intitolato “BORN TO BE A WAVE. Racconti sulle agitazioni in mare lontane e vicine alle spiagge”:

Immaginate semplicemente di rilassarvi, di immergere le vostre stanche membra nell’espressione delle vostre gioie malinconiche. Il mare, enorme riflesso mutante, specchio di infinite ispirazioni, ha rappresentato nei secoli un crogiuolo di emozioni che non lasciano scampo a dileggiamenti del momento, se ne rimane estasiati. Pare una magma informe, un frastuono confusionario di movimenti senza un precisò perché. Lontano e vicino alle spiagge esistono fenomeni della natura che risultano ben codificabili, spesso con un preciso codice genetico. Dal caos si estrapola l’archetipo, dal disordine si passa all’ordine…

L’ingegneria marittima si è sviluppata a metà del 1900 per scopi (ahimè) militari: si potrebbe affermare che gli americani abbiano vinto la Seconda Guerra Mondiale anche perché conoscevano meglio l’entità delle onde, al fine di prevedere al meglio i loro sbarchi con le navi sulle coste europee. Questa disciplina scientifica si occupa dei più importanti fenomeni naturali che avvengono in mare (formazione e propagazione delle onde generate dal vento, maree, correnti, tsunami, trasporto di sedimenti lungo i fondali, ecc.). Al largo (offshore) si studia la genesi delle onde e la loro crescita, così come l’interazione con strutture in mare aperto. Sottocosta (nearshore) l’attenzione dell’ingegnere marittimo è rivolta all’analisi dell’interazione delle onde, quando sembra che stiano per “morire”, con i litorali. Ciò è utile per comprendere le modifiche della morfologia che può assumere nel tempo una spiaggia, in assenza e in presenza di opere di difesa costiera.

Da tanti anni il mare “mangia” le coste con erosioni sempre più forti: ciò può essere ascrivibile, da un lato, all’inasprimento delle condizioni climatiche, ma soprattutto al poco amore dell’uomo, che ci mette del suo ad inquinare il mare o a deteriorare le coste.
Conoscere tecnicamente il mare può essere utile a trovare soluzioni eco-compatibili ed eco-sostenibile che preservino la nostra amata distesa di pipì blu.

A SEGUIRE:

LA NOSTRA TERRA. PRATICAMENTE (2008), 29’
di Michele D’Ignazio e Lorenzo Aristodemo

Un viaggio al sud della Calabria, seguendo il mare, le sue suggestioni, le sue storie. Attraversando i paesi di Bagnara e Scilla, lo stretto di Messina, la città di Reggio e infine il borgo diroccato di Pentedattilo, si ascoltano le voci di chi è nato e vive in quei posti, di chi è partito ed è ritornato; cercando di raccontare quello che è “La Nostra Terra. Praticamente.”
“Praticamente”, perché è un intercalare linguistico che i calabresi ed i siciliani utilizzano spesso, ma anche perché dalle immagini e dalle storie raccolte emerge un sentimento di quotidianità e di praticità. Non si vuole spiegare niente, si vuole semplicemente raccontare. Per dirlo con le parole di Roberto Rossellini: “E’ un tentativo che consiste nello scrivere la storia in forma estremamente semplice, non in quanto storia, ma in quanto partecipazione umana al quotidiano.”

Nel mondo di Amèlie al Morelli di Cosenza

Nel Mondo di Amèlie.jpgIn prima nazionale, al Teatro Morelli di Cosenza, nell’ambito della rassegna “Cosenza si prende la Scena” il prossimo 28 Aprile, alle ore 21, la Compagnia Bruzia Ballet presenta la nuova opera di “teatro in danza” “…Nel mondo di Amèlie…”, liberamente ispirato a “Il Favoloso Mondo di Amèlie” il film campione di incassi a livello internazionale. Anche stavolta, Bruzia Ballet mette in scena uno spettacolo decisamente originale, grazie alla particolare chiave di lettura che il regista Antonio Conti – in assoluta empatia artistica – con il coreografo Paolo Gagliardi hanno voluto dare alla famosa pellicola.

Proprio l’unione e la perfetta sinergia di teatro e danza fanno sì che la produzione artistica di Bruzia Ballet si connoti come assolutamente nuova, originale e coinvolgente, in tutto il panorama artistico nazionale.

Il fascino affabulatorio del film, le struggenti melodie di Yann Tiersen, la sapiente miscela narrativa di candore, ironia, poesia, riflessione hanno guidato regista e coreografo nella messa in scena del lavoro teatrale che, da un punto di vista della narrazione scenica, non diventa mai banale e scontato rispetto al racconto cinematografico; al contrario, nelle trame della sceneggiatura sono individuate e portate alla luce ogni sfumatura, ogni dettaglio che danno così vita ad un prodotto artistico assolutamente fuori dal comune e ad un genere davvero nuovo: il Teatro in Danza.

Anche la stesura del testo risulta originale rispetto al film, pur nel rispetto delle vicende, dei ruoli e delle caratterizzazioni dei personaggi. Altro valore aggiunto – nonché caratteristica dello spettacolo di Bruzia Ballet – è che i due protagonisti, Amèlie Poulain e Nino Quincampoix si esprimono sempre e soltanto con il linguaggio universale del corpo: alla danza, dunque, è affidato il compito di catturare l’attenzione dello spettatore, guidandolo in una visione (dimensione) fantastica e letteralmente favolosa.

E come ogni favola che si rispetti, anche qui Ameliè Poulain (interpretata da Marharyta Ivanyuk) è una bambina (Claudia Vicari) che perde presto la madre (Francesca Bartucci) mentre il papà (Orlando Capitano) la trascura, dedicando la sua vita a sistemare un nano da giardino sul mausoleo dedicato alla moglie. Crescendo nella solitudine, Amèlie si ritaglia un mondo tutto suo, fino al giorno in cui decide di fare le valigie e diventare cameriera in un bar di Montmatre “Le Deux Moulin”. Il bar è lo scenario in cui si incontrano i personaggi più bizzarri e strampalati che colorano lo spettacolo: Suzanne (Giada Napoli), la sfortunata e zoppa titolare, Joseph (Marco Pascuzzo) ossessionato dalla gelosia prima per la lavorante Gina (Annalisa Alfieri) e poi per Georgette (Teresa Sesti) la malata immaginaria ed Hipolito (Carmine Reda) scrittore fallito che affoga i suoi tormenti in un bicchiere sempre mezzo vuoto. Le premesse per una vita migliore sembrano inesistenti e la rassegnazione di Amèlie è traboccante, fino a quando ella non trova una scatola di latta piena di ricordi appartenente ad uno sconosciuto proprietario.

Da questo momento, l’idea di far ricongiungere scatola e proprietario, tale Bretodeau (Daniel Iuele) diventa per Amèlie una missione vitale, che cambia il corso del suo destino, come una chiave fantastica in grado di aprire le porte della felicità a tutte le persone che incrociano la sua strada. L’unico desiderio di Amèlie sarà quello di compiere buone azioni per migliorare la vita degli altri; la missionaria di Montmartre farà nascere nuovi amori, aiuterà i ciechi per strada, sarà paladina del povero Lucien (Danilo Aiello), garzone bistrattato dal suo padrone e donerà il suo prezioso tempo all’Uomo di vetro, Dufayel (Antonio Conti), pittore dalle fragilissime ossa con la fissazione di ricopiare da vent’anni lo stesso “emblematico” quadro di Renoir “La colazione dei Canottieri” per scorgere il senso dello sguardo della “donna col bicchiere d’acqua” (Barbara Bruni) che si rivelerà sin da subito l’alterego di Amèlie. Quando gli occhi di Amèlie incroceranno quelli di Nino (Paolo Gagliardi), la bizzarra fatina sentirà per la prima volta il sussulto della vita “vera”, ed impaurita, cercherà di rifugiarsi ancor di più nel suo mondo di carta colorata. Le insistenze di Dufayel e la presenza surreale della “donna col bicchiere d’acqua”, portano la tenerissima Amèlie ad aprirsi, a scontrarsi e a lanciarsi verso la vita per cogliere l’essenza di quell’attimo fatidico che, forse, passa per tutti solo una volta. 

Altri personaggi ed interpreti sono: Cieco (Orlando Capitano); Eva (Anais Del Sordo), Philomene (Giada Mazzuca), Samantha (Emiliana Carnevale), I Ricordi: (Francesca Bartucci, Emiliana Carnevale, Rossella Greco, Giada Mazzuca, Ilaria Prete), La Colazione dei Canottieri e Il Tempo (Veronica Acri, Alessia Aiello, Maria Francesca Azzinnaro, Ilenia Basile, Sabrina Barbieri, Alessandra Catanzariti, Giorgia Cerchiara, Giada D’ippolito, Edvige La Neve, Martina Mazza, Alessandra Rota, Raffaella Scarpelli, Desirèe Sisca, Roberta Totera).
Il lavoro si avvale della partecipazione straordinaria degli attori Giovanni Turco nel ruolo del Narratore e Marco Tiesi nel ruolo dell’Uomo nella Foto. L’adattamento dei testi è a cura di Barbara Bruni e Antonio Conti. Assistente alla regia è Carmine Reda, assistente alle coreografie Orlando Capitano. Luci e fonia sono a  cura di Sound Factory; Datore Audio-Video Sergio Calabria, Trucco e Parrucco di Claudia e Cristina Garofalo, Sarta di Scena Emilia Moldovan, Addetto Stampa Adele Filice.

La prevendita è in corso presso i centri autorizzati Dance Project, 15/19 CS tel. 0984-21874 Kennedy Caffè, piazza Kennedy 9/10 tel. 0984-27483; Forevent Viale Mancini, pal. Il quadrifoglio tel. 0984-37801.viale G. Mancini (pal. il quadrifoglio- Cosenza), tel. 0984.3 Il costo dei biglietti è di € 10,00 Platea e € 8,00 Galleria

Beach Volley International Tour – bvaw.org

Data: 8/10 luglio 2011
Città: PAOLA
Via/Piazza:Lungomare San Francesco
Artista principale: Beach Volley Around the World
Sito web per approfondire: www.bvaw.org
Altri recapiti utili: info@bvaw.org

Ulteriori informazioni: I tornei di beach volley di BVAW nel mondo sono ormai dei punti di riferimento in quello che è il beach volleyball internazionale, amatoriale. In ogni torneo di beach volley vi spettano non soltanto puro sport ma anche intrattenimento, musica e soprattutto bellissime località da scoprire. Il torneo di beach volley nella città di PAOLA provincia di COSENZA in CALABRIA – ITALIA anche quest’anno, nella sua seconda edizione, riserva a tutti gli amanti del beach volleyball grandi sorprese. Tutte le informazioni sul torneo di beach volley che si terrà dall’8 al 10 lugio 2011 sul sito www.bvaw.org

“La voce, lo spazio, la presenza”: seminario di Carlo Serra all’Unical di Cosenza

Appuntamento di altissima qualità quello di oggi al Filo di Sophia. A farla da protagonista sarà l’affascinante mondo della voce, considerato nel suo intimo rapporto con i concetti di spazio ed immagine.
Il seminario, dal titolo “La voce, lo spazio, la presenza” sarà tenuto da Carlo Serra, che si avvarrà, durante l’esposizione, di una serie di esempi musicali estremamente suggestivi.

Ecco come lo stesso Carlo ci presenta l’incontro:
“Il seminario avrà come oggetto i rapporti narrativi che legano il concetto di voce a quello di spazialità. Il tema della voce, infatti, si caratterizza, fin dalle origini della teoria musicale, come un concetto modellato attorno all’intersecarsi di momenti espressivi, articolazioni spaziali in grado di determinare delle corrette modalità timbriche d’emissione del suono. Vorremmo tracciare la storia del concetto di voce, mettendo a fuoco, grazie all’analisi degli esempi musicali, le forme drammaturgiche della voce, le modalità di articolazione spaziale del suono vocale, il rapporto che stringe questi concetti al concetto di tempo e rumore. La voce si fa così contenitore di immagini e di suggestioni narratologiche, che aprono il tema del rapporto che lega il suono alle sue possibili valorizzazioni immaginative, secondo un’articolazione fenomenologica che porti ad evidenza le implicite valenze teoriche che quel concetto nasconde”.

Alcuni riferimenti bibliografici di base:
-J. Derrida, La voce e il fenomeno, a cura di G. Dalmasso, Jaca Book, 2010
-E. Husserl, Idee per una fenomenologia pura e per una filosofia fenomenologica, vol. 2, Ricerche fenomenologiche sopra la costituzione, a cura di V. Costa, Einaudi, 2002
-V. Costa, Fenomenologia dell’intersoggettività. Empatia, socialità, cultura, Carocci, 2010

Allora, ribadiamo le coordinate dell’appuntamento: MARTEDI’ 29 MARZO ORE 19,30 AULA F2 CUBO 18/C DIP. FILOSOFIA UNICAL

Psicanalisi e Politica: incontro all’Unical il 23 Marzo 2011

Psicoanalisi e politica questo il tema che il Prof. Fortunato Cacciatore  (Università della Calabria)  approfondirà Mercoledì 23 marzo ore 17  cubo 18c VI piano.  L’incontro fa parte del ciclo seminariale promosso dal Centro studi Psicoanalisi e Filosofia; tutti gli interessati sono invitati a partecipare.

Sorelle d’Italia: storie di donne che hanno fatto l’Italia

Sorelle d'Italia.JPGLa Biblioteca di Rende farà da scenario ad un interessante evento artistico. L’idea di questo incontro con l’Arte Contemporanea nasce dalla sensibilità ed all’attenzione verso i linguaggi del contemporaneo da sempre dimostrato dall’Assessore alla Cultura di Rende, Delly Fabiano che ha affidato a Tiziana Vommaro, giornalista, critico e sociologo dell’arte la cura della mostra che si terrà all’interno della Bibblioteca civica di Rende.

Sabato 12 Marzo 2011 la mostra personale dell’artista calabrese Luigia Granata, da anni impegnata a trasformare in pittura il  diverso “sentire” delle Donne offrirà l’occasione per spunti di riflessione e di dibattito.”

Questa mostra arricchisce le varie attività culturali che l’assessorato alla cultura sta organizzando nelle sale della Biblioteca. Abbiamo  ritenuto interessante affrontare il tema dell’Unità di Italia attraverso il tema della storia delle donne che ne sono state troppo spesso protagoniste quasi nascoste”.

La curatrice, Tiziana Vommaro, ha pensato, per questa mostra, di coniugare il tema centrale della poetica della Granata, la Donna, con la ricorrenza dell’Unità d’Italia, fissata per il 17 di Marzo 2011. L’artista ha saputo fondere i due temi ed ha realizzato per questa occasione un ciclo di opere inedite in cui le protagoniste sono proprio le Donne che hanno contribuito alla nascita della nostra Nazione. Anita Garibardi, Enrichetta Caracciolo, Cristina Belgiojoso Trivulzio, sono solo alcune delle donne che hanno messo a repentaglio la propria vita in nome di un bene più alto, l’Unità d’Italia.

E’ interessante il lavoro di ricerca effettuato dall’artista per realizzare queste opere – tutte di piccole dimensioni – dove larga importanza è data anche al diverso uso dei materiali e dei tessuti che nell’arte della Granata si tingono di valenza simbolica. Ne è un esempio l’uso degli inserti di pelle o di cuoio che per Luigia idealmente rappresentano la pelle delle persone che si sono sacrificate per donarci una unica Nazione.

La mostra è concepita come un percorso attraverso la poetica di Luigia Granata, per cui, accanto al ciclo di opere dedicate alla donne dell’unità d’Italia, saranno esposte anche opere che hanno per oggetto i temi cari trattati dall’artista come l’Amore, l’Uomo Libero ed i Dialoghi.

Dialoghi e Amore hanno come voce narrante la Donna: la Granata indaga le relazioni amorose ed amicali che si instaurano tra le donne nonché il legame tra madre e figlia trasformando il tutto in forme avvolgenti come un abbraccio e colori caldi come una carezza.

Uomo libero è il tema della “maturità”: la Granata che emerge dalle tele dedicate a questo tema è un’artista attenta alla dinamiche sociali ed ai vincoli che la società stessa ci impone, spesso in modo inconsapevole. Luigia, in una delle opere forse meno riconducibili alla suo stile e che guarda molto alla visione concettuale, interroga i visitatori chiedendo loro “Tu sei libero?” Non c’è una risposta giusta né una sbagliata. Quella domanda interloquisce direttamente con la parte più profonda ed intima del fruitore che in quel momento diventa parte integrante della mostra in quanto chiamato in prima persona a riflettere sul suo status di uomo libero. Perché, in fondo, siamo davvero liberi?.

All’inaugurazione, che si terrà sabato 12 alle ore 18 ,parteciperanno l’Assessore alla cultura Delly Fabiano ed il critico Tiziana Vommaro. La mostra della “Sorelle d’Italia. Storie di donne che hanno fatto l’Italia” sarà visitabile tutti i giorni fino al 31 Marzo 2011