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«Catanzaro capitale per la Cultura»

catanzaro.gifCatanzaro continua a marciare dritto verso la conquista del primato di capoluogo culturale. Un percorso cominciato qualche anno fa che si è andato a delineare attraverso due direttrici: una serie di contenitori culturali hanno mutato il volto urbanistico della città, quindi, fatti i contenitori, pian piano si è lavorato per decifrarne contenuti e specificità. E se di questo il Quotidiano ha ampiamente scritto dedicando all’argomento un “Domenicale”, evidentemente l’argomento sta prendendo corpo tra le pieghe della società civile. E così intellettuali, operatori del mondo della cultura, presidenti di associazioni cittadine, facendo propria un’idea maturata in seno al gruppo storico Mirabilia di Catanzaro, si sono incontrati con l’intenzione di promuovere la candidatura del capoluogo di Regione a capitale europea della cultura per l’anno 2019.

La Capitale europea della cultura è in sintesi una città designata dall’Unione Europea, che per il periodo di un anno ha la possibilità di mettere in mostra la sua vita e il suo sviluppo culturale. Diverse città europee hanno sfruttato questo periodo per trasformare completamente la loro base culturale, e facendo ciò, la loro visibilità internazionale. Concepito come un mezzo per avvicinare i vari cittadini europei, la Città europea della cultura venne lanciata il 13 giugno 1985 dal Consiglio dei Ministri su iniziativa di Melina Mercouri. Da allora l’iniziativa ha avuto sempre più successo tra i cittadini europei e un crescente impatto culturale e socio-economico sui numerosi visitatori che ha attratto. Ma veniamoall’iniziativa del gruppo storico Mirabilia. Il dibattito, si legge in una nota dei promotori dell’iniziativa, «ha evidenziato che anche Catanzaro avrebbe i titoli per proporsi come protagonista del grande evento culturale, potendo vantare una storia plurimillenaria ed un territorio che, secondo gli storici classici e gli studiosi, diede ilnome all’intera penisola italiana, traendo origine dalla mitica figura del Re Italo, il cui regno si estendeva proprio sull’istmo di Catanzaro, e che fu popolato e visitato fin dalla preistoria dalle cento culture del Mediterraneo: greci e romani a Scolacium, poi bizantini, arabi, normanni, svevi, angioini, aragonesi, spagnoli, francesi». «Una capacitàdi sintesi tra culture – prosegue la nota – che la città ha espresso in maniera molto originale creando nel suo passato istituti amministrativi democratici che includevano e valorizzavano le classi meno abbienti, come le Corporazioni dei lavoratori della seta, e gli stranieri, come gli ebrei, trattati come comunità di pari dignità rispetto ai cittadini. Ed ancora, le scuole ed accademie che hanno illuminato la cultura calabrese attraendo migliaia di studenti, alcuni dei quali sarebbero divenuti scrittori e filosofi difamanazionale. Ecco perchè gli intervenuti alla riunione auspicano vivamente che gli amministratori della città, della Provincia e della Regione vogliano sostenere la proposta».