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Uniti da un secolo e mezzo

locandina Uniti da un secolo e mezzo.jpgSabato 19 marzo 2011 alle ore 19.00 si svolgerà presso il Musmi lo spettacolo di narrazione e musica “Uniti da un secolo e mezzo”, l’evento conclusivo del programma 150unità promosso dalla Provincia di Catanzaro, ideato e attuato dalla Società Cooperativa AreaCultura al fine di celebrare il 150° anniversario dell’Unificazione nazionale.

Lo spettacolo inedito è stato curato dall’associazione musicale “Giovani Parole Giovani Suoni” impegnata da diversi anni nella didattica propedeutica sperimentale, basata sull’accostamento di musica e parole e sulla creazione di storie musicali.

La voce narrante sarà quella di Anna Pascuzzo -autrice del testo- che darà corpo ad una lettura suggestiva volta all’incontro delle parole di donne e uomini che hanno fatto la storia della letteratura influenzando, con la loro attività di intellettuali militanti, l’identità nazionale e l’unità del Paese.

In questa prova c’è però di più del semplice sperimentare, c’è la volontà precisa di portare in scena voci mai sentite: si narreranno racconti di donne, di vita e di impegno civile, di incontri immaginati e altri compiuti.

Il racconto sarà accompagnato dalle musiche di Giuseppe Verdi: emozioni, sentimenti, sensazioni verranno evocati da questa attraverso un accostamento suggestivo di narrazione e musica.

L’originale organico strumentale costituito -oltre alle voci soliste del Soprano Fernanda Iiritano e del Baritono Daniele Mellace- dal pianoforte (Annalisa Critelli), dalla chitarra (Diego Smiraglio), dal violino (Roberta Loprete), dalla tromba (Daniele Cantafio) e dal sassofono (Vito Procopio), consentirà un ascolto particolare ed inedito delle più celebri arie d’opera di Verdi arrangiate dal Maestro Diego Smiraglio.

La partecipazione all’incontro è libera e gratuita. L’invito alla città è come sempre quello di partecipare attivamente all’incontro, sentendosi parte di un progetto culturale ormai consolidato che con passione l’Amministrazione Provinciale di Catanzaro ha sostenuto attraverso il ricco programma di 150unità.

Andrea Cefaly e la pittura risorgimentale in Calabria

Andrea Cefaly.jpgPER celebrare il centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia un’intera ala del Museo delle Arti di Catanzaro è stata dedicata alla pittura risorgimentale calabrese, in particolare dell’artista e patriota Andrea Cefaly, nell’intento di avvalorare delle opere meno note ma ugualmente permeate dagli ideali risorgimentali.

Il progetto che rientra nell’iniziativa“ Italia Unita, Musei Uniti”s’inserisce in un percorso partecipativo contutti i musei della provincia di Catanzaro, dal Musmi al Museo Archeologico di Villa Margherita, con il patrocinio dello stesso ente provinciale.

La mostra allestita al Marca, a cura delle dottoresse Maria Saveria Ruga  e Manuela Alessia Pisano, è arricchita da due disegni inediti di Andrea Cefaly, a soggetto allegorico politico, gentilmente concessi da alcuni collezionisti d’arte privati. A margine dell’esposizione, sempre nello stesso museo, si è tenuto un interessante convegno sulla pittura risorgimentale calabrese, organizzato dalla cooperativa “Area Cultura”, rappresentata per l’occasione da Simona Cristofaro,  affiancata dalla professoressa di arte moderna dell’Università della Calabria, Giovanna Capitelli.

Ad introdurre i lavori è stata Maria Saveria Ruga, una delle due curatrici della mostra, la quale si è soffermata sulla figura di Andrea Cefaly, procedendo in un excursus storico- artistico, corroborato da diapositive riproducenti molte delle opere risorgimentali dell’artista e scultore calabrese, alcune delle quali presenti all’esposizione. Dagli autoritratti di Cefaly in tenuta garibaldina, fino alla rappresentazione delle sue opere anticlericali e antipapali, la relazione della curatrice ha dato un’ampia e approfondita visione delle opere risorgimentali dell’autore.

Sempre sullo stesso solco, ma con un diverso approccio, si è insinuato l’intervento della professoressa Giovanna Capitelli che, oltre a riguardare le opere di Cefaly, ha esteso il proprio raggio critico attraverso un confronto tra la pittura calabrese e quella unitaria, rappresentata da diversi artisti italiani. Entrambi i filoni erano accomunati nell’intento di esaltare le proprie eccellenze, di inneggiare i propri patrioti, alcuni di essi raffigurati nelle carceri, con un tono decisamente più aulico da parte dei pittori del centro e del nord Italia. Infine la docente dell’Unical si è soffermata sull’arte risorgimentale accomunata nel culto di Dante Alighieri, nella venerazione dei maggiori artisti italiani o nella raffigurazione di famose battaglie per celebrare i tanti patrioti che si mobilitarono per la strenua difesa della libertà.

Fonte dell’aticolo: ANDREA GATTO il Quotidiano della Calabria