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“La voce, lo spazio, la presenza”: seminario di Carlo Serra all’Unical di Cosenza

Appuntamento di altissima qualità quello di oggi al Filo di Sophia. A farla da protagonista sarà l’affascinante mondo della voce, considerato nel suo intimo rapporto con i concetti di spazio ed immagine.
Il seminario, dal titolo “La voce, lo spazio, la presenza” sarà tenuto da Carlo Serra, che si avvarrà, durante l’esposizione, di una serie di esempi musicali estremamente suggestivi.

Ecco come lo stesso Carlo ci presenta l’incontro:
“Il seminario avrà come oggetto i rapporti narrativi che legano il concetto di voce a quello di spazialità. Il tema della voce, infatti, si caratterizza, fin dalle origini della teoria musicale, come un concetto modellato attorno all’intersecarsi di momenti espressivi, articolazioni spaziali in grado di determinare delle corrette modalità timbriche d’emissione del suono. Vorremmo tracciare la storia del concetto di voce, mettendo a fuoco, grazie all’analisi degli esempi musicali, le forme drammaturgiche della voce, le modalità di articolazione spaziale del suono vocale, il rapporto che stringe questi concetti al concetto di tempo e rumore. La voce si fa così contenitore di immagini e di suggestioni narratologiche, che aprono il tema del rapporto che lega il suono alle sue possibili valorizzazioni immaginative, secondo un’articolazione fenomenologica che porti ad evidenza le implicite valenze teoriche che quel concetto nasconde”.

Alcuni riferimenti bibliografici di base:
-J. Derrida, La voce e il fenomeno, a cura di G. Dalmasso, Jaca Book, 2010
-E. Husserl, Idee per una fenomenologia pura e per una filosofia fenomenologica, vol. 2, Ricerche fenomenologiche sopra la costituzione, a cura di V. Costa, Einaudi, 2002
-V. Costa, Fenomenologia dell’intersoggettività. Empatia, socialità, cultura, Carocci, 2010

Allora, ribadiamo le coordinate dell’appuntamento: MARTEDI’ 29 MARZO ORE 19,30 AULA F2 CUBO 18/C DIP. FILOSOFIA UNICAL

All’Unical l’arte di Principe in mostra

E’ INSTALLATA presso la Biblioteca di Area Tecnico Scientifica dell’Università della Calabria la mostra di Ilario Principe sulla dimensione storica della cartografia regionale e sull’evoluzione del paesaggio calabrese. Tra le opere esposte, la famosa “Carta austriaca” del regno di Napoli realizzata da un corpo austriaconel 1821.

L’Unical ricorda Lorenzo Calogero

Lorenzo Clogero.jpgRicco programma per il convegno internazionale in occasione del centenario della nascita di Lorenzo Calogero organizzato dal dipartimento di Filologia dell’università della Calabria dal titolo “Lorenzo Calogero 1910-2010. L’ombra assidua della poesia”, che si svolgerà all’Unical dal 4 al 6 febbraio nella sala University Club. A precedere la tre giorni un programma di iniziative che si svolgeranno sui luoghi di origine del poeta tra Melicuccà e Palmi. Trenta i relatori che, con diverse sensibilità e culture, animeranno la tre giorni che avrà inizio giovedì 4 febbraio alle ore 9 con sedute antimeridiane e pomeridiane alternate da tavole rotonde e discussioni. Tra i relatori: Vito Teti, direttore del dipartimento di Filologia dall’università di Arcavacata, Massimo Sannelli, giornalista e critico di Genova, Luigi Fontanella dell’università di New York, Caterina Verbaro dalla Seconda università di Napoli, Arianna Lamanna dell’associazione Villanuccia di Firenze, Annarosa Macrì, giornalista Rai, Mario Calogero dall’università di Messina, Luigi Tassoni dall’università di Pécs in Ungheria e due studiosi “compaesani” del Calogero, Giuseppe Antonio Martino dell’Istituto Superiore “Via Sarandi” di Roma e Paolo Martino dall’università Lumsa di Roma.

Una giornata di presentazione delle attività dell’anno calogeriano si svolgerà l’1 febbraio nel territorio di origine del poeta, organizzata dall’università della Calabria con il patrocinio del Comune di Melicuccà e di Palmi dove si svolgeranno una conferenza stampa, la visita ai luoghi calogeriani, la presentazione dell’evento alla Casa della Cultura “Leonida Repaci” di Palmi, uno spettacolo a cura della compagnia teatrale “Rossosimona” di Rende dal titolo “Ho rubato un filo di Capelvenere”. Dal suo paese parte quindi l’“anno calogeriano”, tributo interamente dedicato al poeta di Melicuccà, piccolo centro del Reggino dove il poeta visse e morì, e dove si rifugiò nella solitudine più disperata, elemosinando per tutta la vita un riconoscimento letterario. Il convegno internazionale e le varie iniziative segnano una svolta definitiva negli studi calogeriani
e dimostrano che il “caso Calogero”, scoppiato subito dopo la sua morte avvenuta nel 1961, è ancora aperto.