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Andrea Cefaly e la pittura risorgimentale in Calabria

Andrea Cefaly.jpgPER celebrare il centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia un’intera ala del Museo delle Arti di Catanzaro è stata dedicata alla pittura risorgimentale calabrese, in particolare dell’artista e patriota Andrea Cefaly, nell’intento di avvalorare delle opere meno note ma ugualmente permeate dagli ideali risorgimentali.

Il progetto che rientra nell’iniziativa“ Italia Unita, Musei Uniti”s’inserisce in un percorso partecipativo contutti i musei della provincia di Catanzaro, dal Musmi al Museo Archeologico di Villa Margherita, con il patrocinio dello stesso ente provinciale.

La mostra allestita al Marca, a cura delle dottoresse Maria Saveria Ruga  e Manuela Alessia Pisano, è arricchita da due disegni inediti di Andrea Cefaly, a soggetto allegorico politico, gentilmente concessi da alcuni collezionisti d’arte privati. A margine dell’esposizione, sempre nello stesso museo, si è tenuto un interessante convegno sulla pittura risorgimentale calabrese, organizzato dalla cooperativa “Area Cultura”, rappresentata per l’occasione da Simona Cristofaro,  affiancata dalla professoressa di arte moderna dell’Università della Calabria, Giovanna Capitelli.

Ad introdurre i lavori è stata Maria Saveria Ruga, una delle due curatrici della mostra, la quale si è soffermata sulla figura di Andrea Cefaly, procedendo in un excursus storico- artistico, corroborato da diapositive riproducenti molte delle opere risorgimentali dell’artista e scultore calabrese, alcune delle quali presenti all’esposizione. Dagli autoritratti di Cefaly in tenuta garibaldina, fino alla rappresentazione delle sue opere anticlericali e antipapali, la relazione della curatrice ha dato un’ampia e approfondita visione delle opere risorgimentali dell’autore.

Sempre sullo stesso solco, ma con un diverso approccio, si è insinuato l’intervento della professoressa Giovanna Capitelli che, oltre a riguardare le opere di Cefaly, ha esteso il proprio raggio critico attraverso un confronto tra la pittura calabrese e quella unitaria, rappresentata da diversi artisti italiani. Entrambi i filoni erano accomunati nell’intento di esaltare le proprie eccellenze, di inneggiare i propri patrioti, alcuni di essi raffigurati nelle carceri, con un tono decisamente più aulico da parte dei pittori del centro e del nord Italia. Infine la docente dell’Unical si è soffermata sull’arte risorgimentale accomunata nel culto di Dante Alighieri, nella venerazione dei maggiori artisti italiani o nella raffigurazione di famose battaglie per celebrare i tanti patrioti che si mobilitarono per la strenua difesa della libertà.

Fonte dell’aticolo: ANDREA GATTO il Quotidiano della Calabria